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Marina Magni

Magni cum laude – Coraggio, caratteristica imprescindibile per un consulente finanziario

I bancari italiani sono disponibili a valutare la professione di advisor ma sono davvero pochi quelli che oggi hanno l’audacia di fare il passaggio. Molto meno che in passato.

Il coraggio è quella qualità complessa che combina determinazione, forza d’animo, risolutezza, empatia, integrità e autenticità. È una caratteristica che ci permette di affrontare le sfide della vita con fiducia e resilienza.

Questa qualità che era fortissima nelle generazioni che hanno affrontato l’emigrazione, il dopoguerra, gli anni ’60, il boom economico, gli anni ’80… ed è stato sempre meno frequente nelle generazioni successive. 

Forse sarà perché genitori sempre più protettivi hanno permesso di ottenere tanto con poco sacrificio, ma certamente si sono indebolite alcune delle condizioni che permettevano di fare scelte coraggiose. E tra queste scelte vi era il cambiare lavoro

Recentemente sono state pubblicate ricerche che riportano la teorica disponibilità di molti bancari a valutare la professione di consulente finanziario ma, pur essendo tutte le reti molto attive nel recruiting, sono davvero pochi quelli che hanno l’audacia di realizzare questo obiettivo professionale. Manca il coraggio. 

Negli anni ’80 molti bancari o dipendenti di altri settori hanno lasciato il posto fisso e stipendi in proporzione più alti di oggi per intraprendere la libera professione, quando non esistevano i compensi ricorrenti derivanti dal management fee. Erano degli incoscienti?  No, erano soltanto più coraggiosi.

Cambiare lavoro significa entrare in un territorio sconosciuto. È necessario coraggio per affrontare l’incertezza e l’adattamento a nuove sfide, nuovi ambienti e nuove persone; il coraggio implica anche la capacità di superare la paura del fallimento. Cambiare lavoro comporta rischi e l’eventualità di non raggiungere gli obiettivi desiderati. Tuttavia, il coraggio ci permette di affrontare queste paure e di perseverare nonostante i possibili ostacoli. Il coraggio è indispensabile per perseguire i nostri sogni e le aspirazioni professionali. 

Quando prendiamo decisioni significative come cambiare lavoro il coraggio è necessario per ascoltare la nostra voce interiore e perseguire ciò che crediamo sia meglio per noi stessi, anche se questo significa andare contro le aspettative degli altri. Affrontare un cambiamento di lavoro richiede coraggio in quanto implica sfide, incertezze e rischi ma è proprio attraverso il coraggio che possiamo superare queste sfide e intraprendere un nuovo percorso. 

Ma come si fa a misurare il coraggio e ad infonderlo? 

Bisogna parlare delle paure e far riflettere i candidati sul comportamento che adotterebbero in situazioni di rischio o sfida e valutare se dimostrano coraggio nell’affrontare le proprie paure e assumersi rischi calcolati per perseguire ciò in cui credono. Purtroppo, non sempre chi presidia l’attività di recruiting ha le competenze per fare colloqui in profondità ed esplorare le esperienze personali dei candidati in situazioni dove è stato necessario avere coraggio. 

Il coraggio è una qualità complessa e soggettiva che può essere influenzata da molti fattori, tra cui contesto culturale, esperienze di vita e personalità individuale. Fortunatamente c’è sempre la possibilità di scegliere se cambiare o meno il proprio status ma per deciderlo è necessario aver ben compreso se si sta rinunciando ad una opportunità solo per essere rimasti in superficie o per non deludere le aspettative degli altri o, peggio, per non voler gestire le paure di altri.

Vorrei dire a tutti i bancari che stanno valutando il cambiamento che il loro successo non dipenderà dalla generosità della proposta economica, ricordando che un tempo non c’era nessuna proposta ma solo la consapevolezza del proprio coraggio.

Prima di farsi consegnare la proposta economica bisogna porsi la domanda: ”Lo farei se non ci fosse la garanzia economica?”. Se la risposta è “Sì” lanciatevi, senza esitazione.

*Marina Magni, project manager per Fabbrica delle Professioni e prima donna Area manager dell’industria della consulenza finanziaria italiana, diventa firma di Advisor. La sua rubrica, pubblicata ogni due settimane, intende raccontare gli elementi fondamentali, le regole, di una advisory di successo.

Un consulente finanziario non è un gestore di fondi: innanzitutto deve saper vendere al cliente il processo di consulenza di cui sarà protagonista. E naturalmente lo può fare in maniera alta, efficace e rispettosa degli interessi propri, del cliente e della mandante. Marina Magni, come già fatto con tanti colleghi, insegnerà a farlo.

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