Consulente

Consulenza, ecco perché molti bancari non ce la fanno

Articolo a cura di Marina Magni – project manager per Fabbrica delle Professioni, coach per l’orientamento alla professione di consulente finanziario.

Rispetto al numero di manager, società di head hunting, assistenti che a vario titolo propongono incontri di recruiting, dedicati all’ingaggio di nuovi colleghi di provenienza bancaria, i risultati sono adeguati? Assolutamente no. Il sistema inserisce meno di una risorsa a testa per reclutatore. Eppure tra i bancari c’è tanto fermento e demotivazione.

Ho compreso perché e volentieri condivido queste considerazioni per aiutare molti ex colleghi ad ottenere risultati migliori e altrettanti bancari a scegliere la professione.

Dopo 38 anni di attività manageriale nelle più importanti reti di consulenza finanziaria, ho iniziato da un anno e mezzo un nuovo progetto che si chiama On boarding dedicato a bancari che intendono valutare la professione. E’ un percorso di consapevolezza sulle caratteristiche dell’attività che non entra nel merito delle caratteristiche delle società mandanti.

A me si rivolgono bancari che spesso hanno fatto già colloqui in più di una società e, nonostante ciò, non hanno compreso alcuni aspetti fondamentali del lavoro del consulente. I dubbi che manifestano più frequentemente sono:

  • Non è chiaro il meccanismo provvigionale, il management fee e la redditività del portafoglio
  • Non sono in grado di comprendere come fare una corretta valutazione del loro mercato potenziale
  • Non hanno idea delle indennità di fine mandato e dei versamenti contributivi pregressi e futuri
  • Pensano di dover fare lo stesso lavoro che facevano in banca ma a reddito variabile
  • Non sono in grado di descrivere il modello di servizio offerto dal consulente
  • Sono spaventati dalle proposte economiche
  • Confondono gli obiettivi necessari al mantenimento dei minimi garantiti con quelli necessari per avere a regime una adeguata redditività
  • Temono la libertà organizzativa perché sono abituati ad avere compiti assegnati
  • Si sentono “pressati” a prendere una decisione dopo pochi colloqui
  • Sono spinti a decidere sulla base della proposta economica di ingaggio e confrontano le offerte piuttosto che le caratteristiche delle aziende
  • Sono confusi dal fatto che tutti si dichiarino i migliori e non comprendono il posizionamento strategico delle singole aziende
  • Non sono consapevoli delle loro attitudini a svolgere la professione

Da questo emerge che probabilmente i colloqui non sono sempre gestiti a misura di neofita e si danno per scontati alcuni passaggi fondamentali.

I consigli che posso dare per migliorare l’iter di ingaggio si possono riassumere in alcune semplici “regole”

  • Prima di fare qualsiasi proposta economica e di rappresentare l’azienda è bene far comprendere il ruolo del consulente finanziario e il valore aggiunto che dà ai clienti. Deve nascere un sogno professionale in grado di motivare un cambio di vita e un prezzo da pagare per realizzarlo che si sostanzia nell’abbandonare la propria zona di confort.
  • Descrivere, in maniera comprensibile ad un neofita, i meccanismi retributivi a regime, gli aspetti previdenziali, le indennità di fine mandato affinchè comprenda le nuove sicurezze e tutele che avrebbe come consulente
  • Illustrare i supporti e l’affiancamento sui quali potrebbe contare
  • Aiutarlo a definire il mercato potenziale su cui agire che non è fatto solo dai suoi attuali clienti ma anche da tutte le conoscenze e relazioni che ha sviluppato e dalle attività economiche, commerciali, professionali che insistono nella sua zona operativa

Solo dopo aver fatto questi passaggi ed aver compreso la motivazione al cambiamento di status si può parlare delle caratteristiche dell’azienda e dell’offerta di prodotti e servizi. La proposta economica dovrebbe essere l’ultimo atto che sugella la possibilità di realizzare il sogno professionale senza il quale le persone non cambiano la propria vita.

L’abilità di un reclutatore è quella di capire la persona, interessarsi sinceramente alla sua vita, comprendere le motivazioni profonde che lo hanno portato all’incontro, suscitare emozioni positive e fare in modo che dal bozzolo esca la farfalla che è in lui/lei. Sempre che ci sia!

Articolo pubblicato su bluerating scritto da Marina Magni.

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La regia dell’impresa e della relazione

Corso per CF particolarmente adatto a bancari ed a giovani che si apprestino ad entrare nel mondo della consulenza finanziaria.

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Piano upgrade per scoraggiati e bocciati

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consulente finanziario 1

Consulente finanziario: una professione emergente ed una grande opportunità professionale per dipendenti bancari e neo laureati

La pandemia ha lasciato una pesantissima eredità di un debito pubblico mai così alto con un welfare statale sempre più compromesso e grandi incertezze su tassi e inflazione. Nei prossimi 10 anni verranno trasferiti quasi 2000 miliardi di ricchezza ai millennial e passeranno di mano circa un terzo delle imprese italiane.

In Italia però non si pianifica il passaggio generazionale: solo il 17% ha affrontato il problema (a livello europeo la media è del 34%). E anche nel mondo delle imprese, che sono il tessuto fondamentale del Paese, solo un imprenditore su due ha risolto questo tema, proprio nel momento in cui gli imprenditori under 70 aumentano mentre gli under 40 diminuiscono.

Le nuove generazioni che erediteranno patrimoni e aziende che preparazione finanziaria hanno?  Molto scarsa, la scuola non provvede in tal senso e anche nelle famiglie i temi finanziari non vengono discussi con i figli se non in maniera marginale. Si rende sempre più cruciale la gestione professionale del risparmio privato.

Gli italiani sono dei risparmiatori non eccezionali, ma dei buoni risparmiatori, che cercano di non indebitarsi. Un aspetto non secondario perché il sovraindebitamento è una catastrofe personale per la famiglia, ma non riescono a fare il passo ulteriore dell’investimento, essendo meno abituati a farlo rispetto ad altri.

Questo è il vero problema: non investendo lasciano i loro risparmi sui loro conto correnti, una scelta che con l’attuale inflazione oltre il 5% significa erosione del capitale con rischi sempre più evidenti per diseguaglianze economiche

Ma esattamente cosa fa un consulente finanziario?

Il consulente finanziario pianifica ed organizza il benessere economico delle famiglie in funzione degli obiettivi di vita e delle disponibilità secondo un modello di servizio che si ispira alla norma internazionale UNI ISO 22222.

La norma UNI ISO 22222 è entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 28 maggio 2008 e rappresenta l’adozione, in lingua italiana, della norma internazionale ISO 22222 del dicembre 2005.

La norma ha l’obiettivo di definire un parametro di riferimento globalmente accettato per tutti coloro che forniscono un servizio professionale di pianificazione finanziaria economica e patrimoniale personale ai propri clienti.

Il servizio di pianificazione, denominato dagli anglosassoni “personal financial planning”, consiste essenzialmente nella organizzazione delle risorse finanziarie ed economico-patrimoniali del cliente in maniera coerente, efficace ed efficiente, affinché egli possa realizzare gli obiettivi di vita propri e della sua famiglia, sull’intero ciclo di vita.

La norma specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze, l’esperienza professionale richieste agli operatori e descrive i vari metodi di valutazione della conformità, precisando i requisiti da applicare a ognuno di essi.

Più in particolare, in relazione agli aspetti metodologico – comportamentali, il processo di personal financial planning è costituito da almeno 6 fasi che possono essere percorse ripetutamente nel tempo, per supportare il cliente nell’acquisizione dei propri obiettivi.

Le fasi si articolano secondo la seguente sequenza:

  • definizione della relazione professionale
  • acquisizione delle informazioni dal cliente e definizione degli obiettivi e delle aspettative
  • analisi e valutazione dello status finanziario del cliente
  • sviluppo e presentazione del piano finanziario
  • attuazione del piano finanziario
  • controllo del piano finanziario e della relazione professionale

Il consulente finanziario ha un ruolo sociale molto importante anche per quanto riguarda la prevenzione della violenza economica sulle donne e la disparità di genere in quanto, grazie all’educazione finanziaria che eroga al pubblico, può sensibilizzare le donne ad avere maggiore conoscenza e consapevolezza in ambito finanziario per recuperare un gap ancora esistente rispetto agli uomini più abituati a gestire le risorse economiche.

Per svolgere questa affascinante professione è necessario sostenere l’esame per l’iscrizione all’ OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari).

E’ un esame complesso e per prepararlo in maniera efficace Fabbrica delle Professioni propone un corso specifico. Per informazioni e iscrizione clicca qui.

Consulente finanziario: una professione emergente ma attenzione agli errori da evitare

  • Perché oggi la consulenza finanziaria è una opportunità professionale per bancari e neolaureati.
  • Il modello di ingaggio delle società mandanti.
  • Cosa è importante sapere per una scelta consapevole.
  • Le skills necessarie.
  • Come scegliere la società mandante.

Quali sono gli errori da evitare per un professionista che intende diventare consulente finanziario?

Tre sono gli ambiti a cui porre prioritariamente attenzione: il primo è essere certi di aver ben interpretato il concetto di imprenditorialità che spesso viene associato alla professione.

Il consulente finanziario, pur essendo una partita iva, ditta individuale, non è un imprenditore né un libero professionista. Non è un imprenditore perché non investe capitali propri nell’impresa in quanto è la mandante a provvedere alla logistica, alla tecnologia, agli accordi con le società prodotto, ecc.. e non è un libero professionista perché fattura ad un solo cliente, la società mandante, avendo la certezza del pagamento in date fisse.

Allora cos’è un consulente finanziario?

E’ un imprenditivo, una persona in grado di sviluppare un proprio business in un’ impresa non propria con la quale mette in campo una partnership. Dietro a questo concetto si sviluppa una strategia ed una pianificazione delle attività coerente. Il tema è complesso ma merita di essere approfondito.

Il secondo errore da evitare è partire dalla valutazione delle proposte economiche che le reti di consulenza offrono dando per scontato che il lavoro che si andrà a fare sia più o meno lo stesso che si fa in banca. Non è così, il consulente finanziario ha una relazione con la clientela differente, più profonda, fiduciaria e i clienti li conquista sul campo, non sono assegnati dalla banca.

Quindi non solo deve essere competente ma deve avere la capacità e il piacere di prendersi cura delle persone che lo hanno scelto per affidargli i propri soldi con cui realizzare i progetti di vita personali e famigliari. Un ruolo strategico che è sempre più necessario in quanto le dinamiche sociali, demografiche, economiche sono sempre più complesse.

E a questo si lega il terzo aspetto. Prima di decidere di svolgere questa professione è molto importante verificare le proprie skilles personali e le caratteristiche di personalità rispetto al ruolo che si andrà a svolgere.

Di questo e di molto altro parleremo nel webinar del 30 marzo.

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CONSULENTI FINANZIARI 1

Corso di preparazione all’esame per l’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari

Acquisire la metodologia efficace per superare con successo l’esame di abilitazione per l’iscrizione all’albo dei Consulenti Finanziari abilitati all’Offerta fuori sede.

I contenuti sono predisposti in ottica mirata al superamento dell’esame, in considerazione del database di 5.000 domande fornito dall’Albo e ai collegamenti chiave, sia in relazione alle simulazioni che riguardo ai focus necessari per la risoluzione dei test.

Lo svolgimento del programma si articolerà su 5 giornate di presentazione dei materiali di studio e di spiegazione sul metodo da utilizzare.

Successivamente i discendenti saranno seguiti in modo personalizzato, in base all’applicazione pratica con verifiche intermedie, direttamente con la docente, per massimizzare tempi e preparazione effettiva.

Le materie d’esame

  • Nozioni di matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario, pianificazione finanziaria e finanza comportamentale.
  • Diritto del mercato finanziario e degli intermediari finanziari e disciplina dei consulenti finanziari.
  • Nozioni di diritto privato e di diritto commerciale.
  • Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo.
  • Nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario.

Parte economica

  • Strumenti di mercato monetario
  • Strumenti e operatività di banche e di altri intermediari finanziari
  • Titoli di credito
  • Titoli obbligazionari
  • Titoli strutturati
  • Nozioni di matematica finanziaria
  • Valutazioni delle obbligazioni titoli azionari
  • Analisi di scenario
  • Costruzione del portafoglio
  • Fondi comuni di investimento
  • Strumenti derivati
  • Futures
  • Opzioni
  • Swap

Diritto degli intermediari finanziari e disciplina del consulente

  • Servizi e attività di investimento;
  • Promozione e collocazione a distanza e offerta fuori sede;
  • Disciplina dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari;
  • Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari;
  • attività dei consulenti finanziari;
  • requisiti e deontologia dei consulenti finanziari e servizi di investimento;
  • provvedimenti sanzionatori e cautelari nei confronti dei consulenti finanziari;
  • gestione collettiva del risparmio;
  • mercato degli strumenti finanziari;
  • vigilanza su mercati e intermediari;
  • emittenti e società con azioni quotate;
  • appello al pubblico risparmio;
  • abusi di mercato;
  • trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti;
  • la normativa antiriciclaggio.

Nozioni di diritto privato

  • Conclusione, interpretazione e adempimento del contratto
  • Risoluzione e invalidità del contratto
  • Contratti tipici
  • Le obbligazioni: nozione e disciplina
  • Beni e diritti reali: nozione e disciplina
  • Matrimonio, rapporti patrimoniali tra coniugi e impresa familiare

Nozioni di diritto commerciale

  • L’impresa: nozione e disciplina
  • Scritture contabili e bilancio
  • Società di capitali: disciplina e organizzazione
  • Società di persone: disciplina e organizzazione
  • Vicende modificative della società e operazioni straordinarie
  • Titoli di credito

Diritto previdenziale e assicurativo

  • Aspetti civilistici del contratto
  • Aspetti tecnici, attuariali e finanziari
  • I principi assicurativi
  • Le imprese di assicurazione
  • I compiti dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni
  • Tipologie di rami e polizze
  • La previdenza pubblica
  • La previdenza complementare
  • Il TFR

Nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario

  • Aspetti del sistema tributario
  • La tassazione degli strumenti del risparmio gestito
  • La tassazione degli strumenti di investimento diretto
  • La tassazione indiretta dei redditi finanziari
  • Aspetti tributari dei prodotti assicurativi

Programma

Venerdì 11 febbraio: Diritto del mercato finanziario e degli intermediari finanziari  e disciplina dei consulenti finanziari.

Martedì 1 marzo: Nozioni di matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario, Pianificazione finanziaria e Finanza comportamentale.

Martedì 22 marzo: Nozioni di Diritto Privato e di Diritto Commerciale.

Martedì 5 aprile: Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo.

Martedì 19 aprile: Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo.

PER INFORMAZIONI contatta fabbricadelleprofessioni@gmail.com

Il costo del corso è di € 490 + IVA

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reti di consulenza 1

I risultati di sviluppo delle Reti di consulenza sono adeguati alle risorse investite?

Il sistema reti, secondo i dati della tabella di fonte Assoreti, si è incrementato del 4% passando da 22.951 consulenti a 23.871 in un anno che ha visto tutti i mesi dati di raccolta record.

Questo risultato è al netto delle uscite, alcune per il passaggio ad altra rete ed altre per abbandono dell’attività per varie cause.

Ciò vuol dire che le persone inserite sono certamente di più, quindi il costo di ingaggio che, mediamente è intorno al 2% delle masse trasferite, ipotizzando portafogli medi di 10 milioni è superiore a 184 milioni di media per azienda (dato calcolato su 920 inserimenti) a fronte di una raccolta di 9,2 miliardi.

Non voglio commentare l’aspetto economico di tale risultato ma voglio fare alcune considerazioni sull’efficacia del processo di recruiting.

Immaginando uno span of control di 1 a 10 (dieci coordinati per manager) possiamo dire che ci sono circa 2.295 manager impegnati nell’attività di acquisizione oltre a società di head hunting, manager recruiter, assistenti e segretarie. Ritengo ragionevole pensare a 3.000 persone impegnate nel processo.

Ciò significa che il rapporto inseriti rispetto ad addetti è 0,30. Se anche fosse il doppio, volendo considerare le uscite compensate, parliamo di nemmeno un inserimento a testa. Ne deduco che in questi processi qualcosa non giri nel modo giusto.

Quale tra queste cause vi sembra la più diffusa?

  • Si fanno pochi colloqui perché non c’è una ricerca mirata da parte degli attori in campo
  • I colloqui non sono centrati sulle persone ma sull’offerta
  • Si perdono le fila dei contatti dopo i primi incontri
  • Chi fa il primo colloquio parla troppo e non da spazio sufficiente al candidato per raccontarsi
  • I feedback al candidato non sono in linea con le sue aspettative
  • Non viene rappresentato un progetto professionale coinvolgente
  • Le persone che fanno i colloqui non sono adeguatamente formate

Nell’attività che svolgo mi viene spesso rappresentata da candidati bancari una modalità di colloquio centrata sul brand, sulla facilità di trasferimento della clientela, sull’ingaggio, con poca attenzione alle paure che cambiare status procura.

Credo che i numeri che abbiamo visto meritino un’attenta riflessione sia sul metodo che sui contenuti dei colloqui per non avere dubbi che il tempo speso da 3.000 persone e gli investimenti sostenuti dalle aziende valgano i risultati ottenuti.

In un mondo così profondamente cambiato dove l’insicurezza pervade il nostro futuro, per attrarre nuovi colleghi non basta avere un brand importante, una buona offerta di ingaggio, ottimi prodotti, Serve soprattutto la capacità di far immaginare un progetto di vita motivante e professionalmente gratificante con tanta concretezza e senza false illusioni.

Articolo a cura di Marina Magni project manager di Fabbrica delle Professioni

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Maurizio Zamboni intervista Marina Magni sul progetto On boarding

Maurizio Zamboni: Marina tu l’anno scorso hai lasciato un’attività che facevi da quarant’anni per crearne una nuova. Cosa ti porti di quell’esperienza?

Marina Magni: Mi porto le persone! Tutte le vite che ho incrociato in questi quarant’anni, alcune delle quali ho anche cambiato. Proprio per gli auguri di Natale uno dei consulenti più giovani, che ho inserito negli ultimi anni, mi ha scritto una mail bellssima dove mi ha detto “quando ci siamo conosciuti ero un giovane senza prospettive, ed oggi sono un papà con due bambini ed una professioni”. Ecco queste sono le cose che ti rimangono nel cuore, che ti porti dentro e puoi immaginare in tutti questi anni quante storie ho incrociato.

Maurizio Zamboni: Perché conoscendoti per te la persona è al centro di tutto ed hai questo talento per accompagnare le persone. Infatti hai creato On boarding… ci vuoi ricordare che cos’è?

Marina Magni: Dal nome si intuisce che è “portare a bordo” qualcuno nella consulenza finanziaria. Chi? I dipendenti bancari. Quindi On boarding è un progetto dedicato ai dipendenti bancari che hanno in mente di fare questo salto e diventare consulenti finanziari liberi professionisti. Noi li accompagniamo in un percorso di conoscenza di tutte le caratteristiche dell’attività: dalla previdenza alla fiscalità, a tutto quello che è implicito in questa professione indipendentemente da quella che è la mandante. Quindi un percorso di consapevolezza.

maurizio zamboni intervista marina magni

Maurizio Zamboni: Molto interessante. Ma va sempre a finire bene?

Marina Magni: Se per finire bene intendiamo fare la scelta giusta. Perché dopo questo percorso, a volte anche a metà, qualcuno capisce che effettivamente quella è la professione che desidera, è quello che vuol fare nella vita e quindi prende la decisione finale. E qualcuno invece si rende conto che forse era rimasto abbagliato un pò dal sentito dire, da proposte economiche eclatanti ma che nelle sue corde non c’è questa volontà. E quindi decide di rimanere in banca ma almeno ci rimane più felice o magari non era il momento giusto.

Maurizio Zamboni: In questa nuova impresa che hai fatto, On boarding, che cosa ti porti rispetto a quello che facevi prima?

Marina Magni: Anche qui al centro ci sono le persone e quindi il fatto di accompagnarle, di diventare un tutor, una sorta di angelo custode e di trasferire un’esperienza così lunga e importante, è sempre qualche cosa che mette al centro le persone. Per cui diciamo che c’è continuità tra quello che facevo prima e quello che faccio adesso.

Maurizio Zamboni: è un grande valore aggiunto avere la possibilità di avere te come mentore con tutta la tua esperienza e puoi dare dei suggerimenti clamorosi in una formazione di altissimo livello. Proprio per questo motivo, Marina, qual è secondo te la caratteristica più importante che deve avere un consulente finanziario?

Marina Magni: Oltre alla competenza, deve provare piacere nel prendersi cura delle persone perché questo fa un consulente finanziario; si prende cura del benessere economico, finanziario e quindi della vita, delle famiglie. Da questo punto di vista è una risorsa sociale economica importantissima perché portando benessere alle famiglie, organizzando in modo corretto le finanze e portando gli investimenti dei clienti nel mondo reale, attraverso soluzioni d’investimento, contribuisce in maniera significativa all’economia e al sociale del nostro Paese. E quindi questa è una professione bellissima proprio per questa ragione.

Maurizio Zamboni: Anticipazioni 2022?

Marina Magni: Un progetto ambizioso. Vorrei fare un Academy sempre dedicata ai dipendenti bancari che hanno fatto il passaggio e sono diventati consulenti. E per almeno 6 mesi vorrei continuare a prendermi cura di loro per dargli quella formazione e tutte quelle pillole su quest’attività che vanno oltre da tutto ciò che viene offerto, e che è comunque importante, dalle società mandanti in termini di formazione. E’ quel qualcosa in più, qualche trucco del mestiere diciamo.

Maurizio Zamboni: Perfetto! Allora grazie per essere stata con me e di aver risposto a queste domande importanti. Sempre clamorosa!

Per vedere la video intervista cliccate sul link

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Webinar “La gentilezza in azione”

Webinar gratuito “La gentilezza in azione” a cura del dottor Ernesto Insardi organizzato da Fabbrica delle Professioni

Il 13 dicembre dalle 18,30 alle 19,30 Fabbrica delle Professioni vi aspetta al webinar gratuito “La gentilezza in azione” a cura del dottor Ernesto Insardi. Scoprirete la gentilezza come tecnica di vendita

Fate come le giovani marmotte: un atto di gentilezza al giorno leva l’angoscia del vivere di torno…!

Viviamo in un’era dove tutto cambia in maniera veloce generando ansia, insicurezza e soprattutto incertezza. Come gestire questo stato mentale dato dalla freniticità del mondo di oggi? Secondo Eraclito bisogna liberarsi dal concetto di stabilità perché le cose sono quelle che sono perché cambiano.

L’importanza della conversazione gentile è stata seppellita in un’era fatta di comunicazione digitale, tra smartphone, tablet e pc. L’emergenza sanitaria, d’altro canto, ci ha fatto riscoprire la comunicazione autentica e gentile ricordandoci che l’uomo è fatto di emozioni e di sensazioni.

Partendo da questo principi fondamentali, il webinar “La gentilezza in azione” vuole affrontare queste tematiche partendo da:

  • cosa dipende la gentilezza?
  • è un fattore genetico?
  • ognuno di noi la possiede in maniera innata?
  • come si fa ad imparare ad essere gentili?

Il dottor Ernesto Insardi propone in maniera ironica “i nuovi dieci comandamenti” da seguire nell’era del digitale per disintossicarci da un mondo fatto di tanti contatti virtuali ma di tanta solitudine. 

Per partecipare è gradita la conferma della partecipazione inviando una mail a fabbricadelleprofessioni@gmail.com

Link Zoom per il collegamento al webinar https://us02web.zoom.us/j/88659556823

da bancario a consulente 1

Da bancario a consulente

Su Wallstreet Italia l’articolo di Marina Magni dove si parla dell’importanza di poter fare consapevolmente una scelta di vita importante: quella di passare da dipendente bancario a consulente finanziario.

Onboarding è un percorso che consente di conoscere la professione in modo oggettivo prima di intraprenderla. Molto utile per chi sta meditando sul proprio futuro in banca e desidera aprirsi a nuove opportunità.

Cambiare lavoro in sicurezza.

Un ringraziamento speciale ad Alessandro Piu di Wallstreet Italia.

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